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SERGIO CAMMARIERE – LA FINE DI TUTTI I GUAI [RECENSIONE]

Sergio Cammariere non ha bisogno di presentazioni, e nemmeno di scendere a compromessi: ha il suo pubblico di nicchia, il suo stile, la sua vena artistica fortemente jazz; ci siamo quindi parecchio sorpresi quando i primi rumors inerenti a ”La fine di tutti i guai”, il suo ultimo album, annunciavano un lavoro diretto verso sonorità più consuete, addirittura esplicitamente radiofoniche. 

L’album si apre con ”Danzando nel vento”, un brano leggero, astratto e poetico, che esula più di tutti dal filo conduttore di questo progetto, ovvero l’amore, che esplode sotto forma  di venerazione nei confronti di lei in ”Ma stanotte dimmi dove stai”, una asserzione intrinseca che va a garantire alla sua amata un costante supporto.

In ”La fine di tutti i guai”, Cammariere placa gli entusiasmi affettivi mostrandosi più riflessivo, ponendosi domande esistenziali sulla concretezza di un rapporto, e vagliandone le difficoltà; le medesime tematiche le ritroviamo anche in ”Mi domando se”, nona traccia dell’album: a differenza del brano precedente, le ponderazioni vengono eviscerate durante un periodo del rapporto un pò complicato.

In ”Il tuo amico di sempre”, l’artista di Crotone sembra stilare una sorta di lettera ad un importante confidente, rammaricandosi dello svanimento della complicità tra i due, alludendo forse ad un sentimento che andava aldilà dell’amicizia; La saggezza del brano ”Io so”, coaudivata da un spettacolare assolo di chitarra in chiusura, ci denota la consapevolezza dell’autore nell’affrontare conseguenze sentimentali che sicuramente incontrerà perseguendo nel legame con la sua lei.

A metà di questo progetto troviamo ”Dimmi almeno una parola”, dove la passione dell’autore si scontra con l’introversia di una controparte che, a differenza sua, si dimostra per nulla avvezza ad esternare i sentimenti; segue l’incalzante ”Se conosci il blues”, che va a mescolare diversi generi musicali ottenendo come risultato un brano che alza il livello d’attenzione dell’album, che con un altro brano d’approfondimento sentimentale rischiava di risultare troppo monotematico. 

La prima di due ballad che incontriamo nell’album è l’appassionata ”Solo per te”, che racconta come il forte legame attrattivo gli abbia fatto prendere decisioni radicali; l’altra, tra l’altro a chiusura del lavoro, è la bellissima ”Con te sarò”, altrettanto intensa nel giurare quasi con morbosità un amore perpetuo. 
Nel mezzo, gran nota di merito anche per ”La sola cosa vera”, dove la genuinità e la costanza del sentimento di Cammariere si trasforma in una splendida proclamazione. 

 

L’ascolto di questo album ha sì mostrato una certa innovazione ed apertura artistica del cantautore nei confronti di nuove sonorità, ma ha mantenuto lo stile e il fascino tipico di Cammariere, che tiene sotto braccio il suo amato jazz pur strizzando l’occhio ad un pop-blues sempre raffinato: un evoluzione quasi culturale che abbiamo molto apprezzato, e che arricchirà senza dubbio la lista di estimatori dell’artista calabrese. 

TRACCIA PREFERITA: SOLO PER TE

GIUDIZIO FINALE
7.5/10
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