- per Antonio Contu'
- in Recensioni
- on 10/09/2024
Nell’ultimo periodo si è discusso molto di Shiva e della sua condizione giudiziaria a seguito dell’arresto per tentato omicidio e porto abusivo di armi; finalmente, con l’album “Milano Angels“, esce fuori la sua versione dei fatti e la sua parte più introspettiva. Il rapper milanese descrive, come in uno storytelling, la dura esperienza del carcere che lo ha portato a riflettere, ad abbandonare i demoni e a cercare gli angeli.
‘’Ora che ne sono uscito, i demoni li temo e gli angeli continuo a cercarli’’
Probabilmente sarà uno degli album più discussi dell’anno: dopo tutte le voci che sono girate finalmente si ha la versione originale, la spiegazione di un episodio che resterà nella storia della cronaca e del rap italiano. Vediamo uno Shiva diverso rispetto a quello di “Milano Demons”, uscito nel 2022: fra il processo, il carcere e la nascita del figlio, il 2024 è stato un anno di cambiamenti che lo hanno costretto a maturare e a fare i conti con la realtà.

Con questo racconto di ‘’vita vissuta’’ il rapper vuol dimostrare di meritarsi ancora la corona di Milano, la sua città, spesso protagonista delle sue canzoni e descritta nella titletrack come un ‘’paradiso cattivo’’, che gli ha dato e tolto molto allo stesso tempo. Per raccontare la sua storia Shiva ha scelto 8 compagni: NLE Choppa e Lil Tjay danno un’aria internazionale e fresca e nelle tracce gangsta rap dell’album, mentre la presenza di artisti come Tedua, Geolier, Tony Boy, Paky e Kid Yugi dimostra un forte supporto da parte della scena rap italiana; la vera sorpresa è invece il remake di ‘’Non ti ho mai detto’’ di Mondo Marcio, nel brano “Sete”.
Leggendo i testi attentamente si nota l’utilizzo di molte parole appartenenti ad un campo semantico conflittuale e rancoroso, ma per capire a pieno il concept dell’album non si può non ascoltare ‘’6 AM’’, uno dei pezzi più profondi di “Milano Angels”: qui Shiva rivive il giorno dell’arresto, dando agli ascoltatori la possibilità di empatizzare con lui. In ‘’lettera a Draco’’ sentiamo invece le parole di un padre che apre il suo cuore al figlio, e che non riuscirà mai a perdonarsi di non essere presente già nei primissimi mesi della sua vita: ‘’anche se non lo vedi, mi impegno, giuro, sto facendo il mio meglio’’.
Tedua ci dà un esempio palese di rispetto e stima suggerendo al featuring il titolo della sua ultima uscita: in ‘’Paradise’’ entrambi gli artisti passano dai demoni agli angeli e narrano in prima persona il loro percorso e la loro evoluzione negli anni. Nella traccia con Kid Yugi, invece, è nascosta la spiegazione di un evento che ai tempi fece discutere molto, ovvero l’esibizione fredda e distaccata di Shiva al concerto-evento organizzato da Marracash nel Settembre 2023, qualche giorno prima dell’arresto: ‘’io sapevo che prima o poi mi facevano, stavo tutto in paranoia pure al Marrageddon’’.

Come detto in precedenza, nonostante la varietà di collaborazioni, per un vero amante del rap italiano la vera sorpresa sta nel vedere Mondo Marcio: che l’artista fosse uno degli idoli di Shiva non è sorprendente, tanto quanto l’evidente stima reciproca, rimarcata da entrambi in alcune interviste.
Nonostante sia formato da 18 brani, l’album risulta piuttosto scorrevole; le tematiche trattate variano: passiamo da tracce romantiche e introspettive a pezzi più trap e aggressivi, tutti caratterizzati da ritornelli orecchiabili e facilmente memorizzabili soprattutto grazie ad uno slang di matrice oltreoceanica. Per Shiva, dunque, si tratta di un buon ritorno sul mercato discografico: sarà curioso osservarne l’evoluzione, considerando che probabilmente in futuro non sarà completamente padrone del proprio destino.
Tags: Milano Angels, rap italiano, recensione, Shiva








