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Sillyelly – Una fase | Recensione | Primo Ascolto

La recensione di “Una fase”, il nuovo EP di Sillyelly 

 

Introduzione a “Una fase”

Paste colorate, tacchi alti, video game, manga, Keitai, techno, cartoni animati, eye-liner, lame e calze strappate: un insieme di parole non apparentemente collegate, ma che danno vita a “Una fase“, il nuovo EP di Sillyelly composto da 7 tracce e prodotto interamente da EnimraK.

 

Con questo progetto l’artista si afferma la regina indiscussa dell’hyperpop, un sottogenere del pop caratterizzato da synth e autotune, da un’estetica cute e testi aggressivi: insomma, il risultato della fusione delle subculture degli anni 2000, come truzzi e punk, con l’ironia nonsense della Gen Z. Nonostante le sonorità elettroniche tutte le tracce sono melodiche e catchy, ma la bravura di Sillyelly e EnimraK sta nella creazione di un loro stile, unico e originale, intraprendendo un viaggio rischioso verso nuovi sound.

 

‘’Una fase’’, in realtà, non è solo il manifesto di una generazione, ma è frutto di una presa di coscienza artistica e personale. Andando alla ricerca del suo ‘’io’’, l’artista capisce che la sua non è stata solo una fase adolescenziale, ma ciò che è veramente e non vuole più nascondersi dietro una maschera di plastica solo per paura di essere considerata forestiera della vita. 

 

‘’A me sembrate tutti fatti di plastica’’ (‘’Bambola’’)

 

Sillyelly si apre al pubblico e sotto la figura della bella ragazza, col vestitino carino e i capelli colorati, mostra tante ansie e insicurezze che cerca di colmare anche passando attraverso gli abusi, citate più volte nelle varie tracce. 

 

‘’Ho un vuoto nella pancia e non riesco a colmarlo con un’altra sostanza’’ (‘’Password’’)

 

Purtroppo, molti sono gli adolescenti che per sfuggire dai problemi cadono nell’oscuro circolo di sostanze: un mood che porta all’assunzione, anche assidua, di dosi sempre maggiori. La contraddizione che emerge dai testi è però la giovane età di questi ragazzi, i quali da una parte sono abbastanza grandi da farne uso, ma dall’altra mostrano comportamenti quasi infantili, creando un vero e proprio ossimoro.

 

’’Stendo la ketamina sullo schermo del Nintendo’’ (‘’Una fase’’)

 

‘’Bambola’’, invece, è una delle tracce più introspettive dell’EP: qui l’artista si sfoga su un tema che la tocca profondamente, ovvero il cambiamento degli altri nei suoi confronti dopo la fama. Essere considerata la tipa strana sia a scuola sia a casa, ha causato in Sillyelly una sorta di paranoia costante che la porta a non fidarsi facilmente e soprattutto a non sentirsi accettata. 

 

La fama ha in realtà peggiorato la situazione poiché vede negli altri un interesse non sincero, inesistente fino a pochi anni prima, dovuto esclusivamente al suo successo. Di conseguenza spesso nelle sue canzoni gonfia il suo ego parlando apertamente di quanto si sia arricchita e di come non sia interessata veramente ai ragazzi che la corteggiano: in fondo, anche lei cavalca l’onda della ‘’baddie’’ lanciata da ANNA. 

 

‘’ Tutto di Hello Kitty, casa, limousine e aereo, sono più ricca di lui ma paga la cena lo stesso’’ (‘’Keitai’’)

 

Probabilmente è vero, come ha detto Sillyelly nella nostra intervista (fuori prossimamente), che il pubblico italiano non è ancora pronto per questo tipo di attitudine e sonorità: quello che invece pensiamo noi è che ‘’Una fase’’ rappresenta una supersonica ventata d’aria fresca, all’interno della scena musicale nostrana che col tempo diventa sempre più ripetitiva.

 

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