info@primoascolto.it

Sound internazionale e testi generazionali: alla scoperta di Leo Lennox [INTERVISTA]

Nei giorni scorsi si è consumato il ritorno sulle principali piattaforme streaming di Leo Lennox, a distanza di un anno dal buonissimo risultato ottenuto dall’album “Souvenir Altrove”.

In un’intervista avvincente, l’artista ci svela i retroscena dietro “Iride“, titolo del nuovo singolo che mescola la disillusione con ritmi dance e molto internazionale: scopriamo insieme cosa si nasconde dietro le parole e le note di questo affascinante viaggio emotivo.

Ciao, benvenuto su Primo Ascolto. Sei tornato sul mercato discografico con “Iride” ad un anno di distanza dalla release di “Souvenir Altrove”, album uscito nel gennaio 2023. Quali aspettative riversi in questo brano?

Ciao e grazie per lo spazio. Solitamente cerco di non farmi troppe aspettative riguardo la mia musica, però con “Iride” l’obbiettivo è quello di comunicare una mia sensazione ed un momento molto complicato della mia vita a livello emotivo. Se il brano dovesse arrivare alle persone e la gente dovesse rispecchiarsi nelle mie parole, penso di potermi ritenere soddisfatto del lavoro svolto.

A proposito, che anno è stato per te quello passato a livello artistico? Sei soddisfatto dei feedback ricevuti? Personalmente credo che l’aver avuto la possibilità di portare per più date il tuo progetto dal vivo sia il più grande riconoscimento in assoluto… Sei d’accordo?

Il 2023 è stato un anno di passaggio che mi ha segnato profondamente, dapprima con l’uscita del mio album d’esordio “Souvenir Altrove” e poi con un giro di live estremamente importante per la mia crescita artistica. Sono molto d’accordo con la tua affermazione perché l’aspetto del live mi interessa molto e suonare dal vivo è uno dei miei principali obbiettivi. Non vedo l’ora di continuare a portare la mia musica sui palchi di tutta Italia.

Da cosa estrapoli solitamente i tuoi testi? Esperienze, mondo che ci circonda, società in cui viviamo? In “Iride” c’è una bella metafora di fondo….

Quando scrivo attingo sia dal mio mondo interiore che da ciò che mi circonda. Viviamo in un momento storico molto particolare e frenetico, ma cerco di alimentare la mia ispirazione soprattutto leggendo molti libri e guardando molti film. Sicuramente l’ambiente intorno a me è fonte di stimolo, perché mi da input molto forti per scrivere di quello che vive la mia generazione.

Hai scelto di affidarti ad un sound molto cosmopolita, come d’altronde è accaduto anche in alcuni brani dell’album (mi viene in mente, ad esempio, “Clou”): sarà il fil rouge del tuo futuro artistico oppure il rap si manterrà comunque una componente fondamentale?

Il mio percorso artistico comincia dal rap e questa matrice, nella mia musica, non verrà mai a mancare. Sicuramente nel corso degli anni il mio sound è variato, anche grazie alla mia volontà di contaminare il rap con vari generi, facendo incontrare la mia scrittura con un suono più elettronico. Ad oggi il miopercorso è indirizzato verso queste sfumature sonore, ma in futuro tutto potrebbe succedere; l’importante, secondo me, è mantenere una propria impronta stilistica.

Hai deciso di affidarti nuovamente alla produzione di Blank Face, che ha curato praticamente metà del tuo long play. Credi sia il producer più adatto a sviluppare il percorso artistico che stai intraprendendo?

In questo momento il mio lavoro in studio con Blank Face è fondamentale per la mia musica. Lavorando a strettissimo contatto lui ha compreso bene quello che è il mio gusto sonoro e sa bene cosa cerco quando mi approccio alla scrittura di un brano. Il presupposto umano che ci lega è molto genuino e naturale e credo che questo si percepisca dalla nostra musica e dalle nostre affinità.

Tra le tue più grandi fonti d’ispirazione c’è Stromae, cantautore e producer belga che conosciamo molto bene anche dalle nostre parti. Rimanendo in ambiti nostrani, qual è lo Stromae italiano?

Stromae è il mio artista preferito, colui che mi ha cambiato la vita. Lo ritengo un vero e proprio genio contemporaneo e la sua unicità rende praticamente impossibile ogni paragone. Spero, un giorno, di raggiungere l’1% della sua completezza artistica.

Prima di salutarci ti faccio la fatidica domanda: cosa dobbiamo aspettarci da Leo Lennox nel 2024?

Il mio 2024 sarà un anno cruciale per la mia musica. Le release saranno molteplici e sento di stare plasmando altre sfaccettature della mia produzione musicale. Inoltre porteremo in diverse occasioni la mia musica dal vivo per abbracciare tutti voi!

Tags: ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *