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Stefano Nerini – Autocritica cronica (Alt Version) [RECENSIONE]

La verve creativa del cantautore abruzzese Stefano Nerini trova ulteriore espressione in “Autocritica cronica (Alt Version)”, nuovo adattamento della versione voce e pianoforte contenuta nell’ultima raccolta d’inediti “La camera di cristallo”, disponibile dallo scorso dicembre.
Un singolo che segna il debutto della label Nerini Records, che con questa release datata 29 gennaio esordisce ufficialmente nel mercato discografico italiano.
Il brano nasce dalla personale introspezione dell’artista, che si dimostra tra le liriche affascinato dalle personalità controverse, ma con un identità marcata: un magnetismo che diventa anche sentimentale, ed individuato in una delle prime cotte nate ai tempi del liceo.
Nella seconda parte del pezzo l’artista si ritrova, casualmente, di fronte a quella ragazza, anche se in un contesto totalmente diverso da quello scolare: Nerini chiude il brano con delle liriche enigmatiche, che comunque non lasciano trasparire troppe vibes positive da quell’incontro.
A livello tecnico, “Autocritica cronica” trova un’amalgama più che discreta tra il testo e l’arrangiamento foggiato in collaborazione con il concittadino Gianmarco Biondi, anche se il connubio artistico è ancora leggermente da affinare; la linea melodica dell’autore invece risente di qualche carenza, nonostante cerchi di mantenere un profilo mai troppo spregiudicato.
Nerini continua così a macinare materiale interessante, oltre che ad immagazzinare esperienze che possano contemporaneamente ispirarlo: la sua predisposizione cantautorale un po’ anarchica e un po’ introversa viene espressa in maniera sincera, delineando così un profilo artistico forse fuori dagli schemi, è vero, ma che sta lentamente plasmando un’identità peculiare.

TESTI
3/5
MUSICA
3/5
ORIGINALITA'
3/5

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