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Stona – Mi ascoltasse il cielo | Recensione | Primo Ascolto

Mi ascoltasse il cielo” è il nuovo singolo del cantautore Stona: una preghiera laica, dalle sonorità delicate e dai toni profondi, capaci di enunciare tutta la poetica di questo esperto artista.

Una malinconica melodia ed una richiesta di aiuto non convenzionale, la cui dicotomia tocca nel profondo grazie alla forte intensità del testo in perfetta simbiosi con la musica, in grado di cullare l’ascoltatore trasportandolo in un viaggio fra emozioni e sentimenti. Oltre all’autore si sono uniti alla lavorazione di questo brano anche Chiara di Benedetto con il violoncello (musicista di Ultimo) e Carlo Gaudiello al pianoforte, con la produzione di Guido Guglielmetti, storico produttore e bassista di Francesco De Gregori.

Il trasporto con cui le liriche vengono interpretate da Stona lasciano quasi interdetti, grazie ad un’intensità capace di avvolgere: Le note del brano sono capaci di trasportare ogni ascoltatore in un viaggio quasi mistico, dove il testo viene caratterizzato da una richiesta di aiuto al firmamento ma nel senso meno ecclesiastico del termine.

Con questo singolo Stona va a chiudere un ciclo, cominciato con la realizzazione dell’album “E uscimmo infine a riveder le stelle” in cui veniva analizzata, in maniera riflessiva, l’incerta evoluzione delle nostre esistenze, compresa ovviamente la sua: nuove personalissime filologie sono pronte quindi ad arrivare, aprendo l’artista a nuovi percorsi.

“Mi ascoltasse il cielo” è un brano che conferma le qualità cantautoriali dell’artista e fa in modo che le emozioni della canzone rimangano dentro ognuno di noi, nella profondità del nostro animo. La risposta la lasciamo al cielo, sperando che ascolti, ma consapevoli che il grande miracolo nella nostra vita può essere compiuto solo da noi stessi.

 

 

 

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