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Superare le difficoltà con la musica: Esdra ci racconta la genesi del suo nuovo singolo [INTERVISTA]


Molto spesso, agli artisti, sorge una condizione, principalmente associata alla scrittura, in cui un autore non è in grado di produrre un nuovo lavoro o subisce un rallentamento creativo. Si chiama appunto “blocco dello scrittore”, spesso risolvibile con una pausa dall’attività.

Ciò che è capitato ad Esdra, cantautrice siciliana che ha appena rilasciato un nuovo brano dopo un periodo piuttosto lungo d’inattività, va ben oltre il lato artistico: successivamente al lockdown, infatti, la giovane non è più riuscita a tornare alla vita sociale mantenuta precedentemente alla pandemia. È stato il potere della musica a farla risollevare, complice anche la grande passione che da sempre accompagna la sua esistenza.

Ciao Esdra, benvenuta su Primo Ascolto.
Da venerdì 4 novembre è disponibile “Finalmente è finita”, il tuo nuovo singolo dopo più di un anno di silenzio. Accantonando provvisoriamente le problematiche personali, di cui parleremo in seguito, quali sono le aspettative meramente artistiche che riversi sul brano?

Per “Finalmente è finita”, il mio primo brano completamente indipendente, non avevo e non ho grandi aspettative. Mi basta che possa servire, a chi lo ascolta, a sentirsi meglio o almeno a non sentirsi soli nell’affrontare dei momenti difficili come quelli di cui parla il brano.
Tutto il resto sono sovrastrutture.

Il pezzo simboleggia una sorta di rinascita, dopo un periodo fortemente apatico che ha portato inevitabilmente un rallentamento creativo. Come sei riuscita ad uscire da quella pericolosa situazione di stallo?

Il momento in cui ho chiuso “Finalmente è finita” è stato quello di svolta, perchè mi ha portata a contattare un mio amico batterista per proporgli di arrangiarla insieme. Soffrivo di “sindome della capanna”, quindi non avevo davvero voglia di uscire nè di incontrare nessuno. Invece la canzone mi ha spinta ad aprirmi verso gli altri, a farla ascoltare e cercare pareri, confronto. Poi ho ripreso ad uscire proprio per vedere questo mio amico, ed è stato lui a trascinarmi di nuovo dentro una quotidianità più sociale.

In più passaggi del brano fai riferimento ad una sorta di mancanza d’ispirazione, che invece è il punto di forza di molti artisti siculi. Credi che il fattore ambientale abbia giocato un ruolo nel periodo di crisi che hai attraversato?

Quando ho scritto il pezzo eravamo in lockdown, quindi la mia fonte principale di ispirazione era la sofferenza legata a quel periodo, non c’erano molti altri stimoli da cui attingere o forse non ero pronta a recepirli.

Il tuo pop cantautorale, nonostante la carriera agli albori, è già piuttosto riconoscibile. Quali sono gli artisti italiani che credi possano aver ispirato maggiormente il tuo stile?

So di somigliare a cantautrici che in realtà non ascolto, quindi non so se il mio stile possa essere davvero ricondotto ai miei ascolti. Però se potessi scegliere un modello a cui avvicinarmi sarebbe Lucio Battisti o Francesco De Gregori. Negli ultimi due anni mi sono innamorata anche di Andrea Laszlo De Simone.

Il tuo comunicato stampa racconta di un progetto più ampio previsto prossimamente, confermando dunque le tue forti ambizioni. Prima di salutarci ti chiedo: ora come ora, in un’ipotetica scala di valori, dove posizioni la musica ?

Purtroppo la vita a volte ci porta ad avere priorità che non rispecchiano la nostra classifica di valori per importanza. Per me il fare musica ha un valore enorme, ma per necessità sto dando la priorità ad un lavoro che mi permette di avere un guadagno sicuro. Solo in questo modo posso pensare di dedicarmi solo alla musica non appena possibile. Essere una musicista del sud non è semplice, bisogna saper fare un po’ i giocolieri.

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