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Supernino – Supercinema [RECENSIONE]


La personalissima visione del mondo del cantautore torinese classe’ 94 Supernino viene espletata in “Supercinema”, il suo album di debutto.
Ascoltatori stressati, sappiate che probabilmente questo album vi cambierà la vita: potrete infatti ricollegare ad ogni brano del progetto un momento della vostra esistenza e riviverlo con un simpaticissimo sottofondo, per poi applicarlo automaticamente alle situazioni più stressanti per ottenere la tranquillità e la leggerezza per affrontarle.
Pieno di follia e freschezza, rinfresca il significato delle nostre esperienze, ci insegna a guardarle con occhi diversi, con occhi più leggeri, accompagnandoci nel quotidiano vivere con gentilezza ed ironia.
Supernino è il “supereroe” dotato di nessun super potere, se non il coraggio di mostrare i suoi umani disagi nella musica, e di farlo tecnicamente benissimo; di aprirsi talmente tanto da voler arrivare al cuore o alle menti di tutti i suoi ansiogeni ascoltatori e dirgli: lasciate scivolare via il peso superfluo delle responsabilità che vi creano ansia, e vivete con più gioia e ironia; potrete tranquillamente pagare le bollette, ma senza farvi prendere dal malessere del rispettare le strette tempistiche di anticipo a cui voi perfezionisti organizzati siete abituati. Questo è il messaggio contenuto in “Ansia”, brano feat. con Auroro Borealo.
La scena iniziale del film è, invece, “Buco” che dal nome e dal testo lascia intendere l’avvento di una nascita, quella di Supernino, così come quella di ognuno di noi; ci racconta delle sue aspirazioni della sua infanzia, tra cui quella di fare l’astronauta, che lo porta a narrare nel brano tramite metafore fantascientifiche e astronomiche, il suo vissuto fino ad ora. La voglia di venir fuori dalla tuta, che inizia a stargli stretta, così come la sua comfort zone, adesso nettamente superata; anche grazie alla razionalizzazione del fatto che egli vive i suoi desideri sentimentali in direzione univoca, con la metafora, o la storia vera di una visione non condivisa della vita con una ragazza, che lo porta ad una divisione da quelli che sono gli stereotipi che lei rappresenta; di cui parla in “Scrollo”.
In “Manchi TV” c’è una nota rock che trasmette energia allo stato puro, continuando sulla linea della metafora della ragazza, ritroviamo un paragone tra telenovelas e relazioni, che spesso riportano le stesse dinamiche.
Tra i feat. c’è anche Willie Peyote in “Sto”, canzone decisamente adatta ai lunedì mattina, quando la pigrizia e la voglia di dormire prendono il sopravvento.
“Bastava dirlo” con una sfumatura anni ’80-’90 nel sound, è l’emblema dell’ironia come reazione ad una situazione negativa, qui, Supernino ci insegna come reagire all’odio insensato della gente; in “Portafoglio” abbiamo un dinamismo melodico che si intreccia ad un testo in realtà malinconico, ci parla di ricordi che restano impressi al di là della nostra volontà.
Poi si passa ad una delle scene finali del film, in cui il protagonista affronta la nostalgia guardandosi attorno, e apprezzando ciò che ha, e ciò che gli resta, in “Tutto ok”.
In “Sitcom” Supernino sancisce quello che poi sarebbe il movente dell’intero album, il film come metafora della propria vita, in cui la “sceneggiatura” è rappresentata dal destino.
L’album è alla base della ricerca della verità soggettiva e relativa, e dell’illusione della realtà: ognuno ha una sua versione di verità, e vive una vita unica nel suo genere; in contrasto con ciò che la società ormai ci impone. Un tema ponderoso, ma riportato dall’artista con moltissima leggerezza, simpatia ed empatia; col sostegno delle basi che si alternano in diversi generi tra il new-pop e qualche sfumatura di rock, che può aggradare i più grintosi (come nel mio caso).

TRACCIA PREFERITA: Ansia

TESTI
3.5/5
MUSICA
3.7/5
ORIGINALITA'
4/5

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