
“La fine della guerra” è il nuovo progetto discografico della cantautrice svegliaginevra, che attraverso un viaggio alla riscoperta di sé stessa e, soprattutto, del proprio modo di stare con gli altri, ci fa sentire al sicuro anche nella confusione, anche quando nulla sembra davvero sotto controllo.
Nel concepire questo album, svegliaginevra ha raccolto frammenti di vita vissuta negli ultimi anni, trasformando in musica un percorso emotivo fatto di pause, ripartenze e domande lasciate sospese. Il disco, come detto, nasce come un tentativo di mettere ordine nel caos, di dare un nome alle sensazioni più difficili e, allo stesso tempo, di accettare che alcune battaglie interiori non si vincono: semplicemente si attraversano.
“Caramelle” è il primo brano del disco, e ci trasporta subito nel mood lento e acustico tipico di svegliaginevra, in cui l’importanza delle parole non viene mai sovrastata dalla musica. I nostri sentimenti vengono accompagnati con delicatezza, mentre l’artista canta il valore di avere qualcuno che ci aspetta a casa: la presenza di chi ci sprona a vivere e agire ci riempie di dolcezza e ci fa quasi pronunciare quelle due parole tremende che abbiamo sempre tenuto nascoste, custodendole gelosamente.

Sappiamo che è una “Pessima idea”, ma ci lanciamo comunque a capofitto dentro quella chiamata che non dovremmo mai fare: ci lasciamo travolgere dalle emozioni e, forse, esageriamo un po’. A volte però l’unica soluzione è urlare insulti fuori da un finestrino o riversare tutte le nostre angosce alla fonte del nostro dolore. Alla fine, vorremmo solo fantasticare su una vita insieme che, in realtà, non avverrà mai.
“Da domani cosa farai?” è una domanda semplice e diretta, che ci colpisce quando veniamo dimenticati e i ricordi sono l’unica cosa che ci tiene in piedi. Tutti i progetti sfumati, gli angoli della città che ci parlano e raccontano frammenti che non torneranno più. Non possiamo restare fermi nello stesso punto: dobbiamo andare avanti e superare storie in cui nessuno vince davvero.
Non dico a nessuno “I fatti miei”, ma a volte vorremmo che qualcuno si interessasse a ciò che stiamo attraversando. La fine di una relazione non ci permette più di restare a galla: tutto ciò che facevamo insieme perde senso, persino guardare la televisione. Ognuno per i fatti suoi, eppure i pensieri ritornano sempre allo stesso punto fermo. Non era destino, amare questa distanza e il mondo fuori dalla nostra stanza.
È ufficialmente arrivata “La fine della guerra”, almeno dentro di noi. Intorno imperversa il caos, ma cerchiamo comunque di crescere dentro questo loop di confusione. Dobbiamo imparare ad apprezzare ciò che abbiamo, invece di essere tristi per ciò che manca: solo così arriveremo alla pace con una nuova consapevolezza.

“Fino a quando non ti vedo con un’altra” raccoglie tutti i nostri dubbi sulla serietà di una situazione che non si sistemerà mai. Frasi incancellabili e paradisi lontani: non riusciamo a tornare a galla, perché la nostra sicurezza è affossata da tutti i “forse”. Rileggiamo i messaggi e pensiamo che “Voglio quello che vuoi tu”, anche se canzoni che parlano di noi, per ora, non esistono.
Momenti ordinari diventano straordinari se vissuti insieme: una volontà comune che conduce finalmente a un unico obiettivo, ansie che si sciolgono, litigi che si fermano prima di degenerare. Siamo pronti a un figlio e due cani. Non riusciamo mai a rispondere con sincerità alle domande “Come stai, come sto” e allora, ora che “Piove sul mare”, ci abbandoniamo alla fine del disco con la testa poggiata tra le braccia.
“La guerra è finita” conferma svegliaginevra come una delle voci più fresche e riconoscibili dell’indie italiano. Con una chitarra e tante storie da raccontare, riesce quasi a trasportarci in una dimensione in cui nulla è definito, e i bordi confusi ci si attaccano addosso come meduse velenose, facendoci del male a modo loro.
Brano preferito: Voglio quello che vuoi tu








