info@primoascolto.it

Sxrrxwland – Anima Macchina | Recensione | Primo Ascolto

Creato nel 2017 da Vipra, Tremila e Osore (rispettivamente voce, direttore creativo e produttore), il progetto Sxrrxwland si sarebbe fermato improvvisamente appena due anni dopo con soli due EP all’attivo, “Buone Maniere per Giovani Predatori” ed “OSSO”. Già questi, però, bastarono a renderli culto all’interno della scena underground italiana.

Ma come mai tutto questo hype verso il trio targato “Asian Fake”? Le risposte sono molteplici, ma la più concreta risiede, a mio avviso, nel periodo d’origine dello stesso progetto: nonostante avessero mosso i primi passi nel momento di massima espansione della trap e, di conseguenza, di un approccio musicale pienamente autocelebrativo, i Sxrrxwland già si dimostravano un passo avanti a essa, ponendosi come “post” trap, grazie ad un’identità sonora ed emotiva estremamente distintiva, senza eguali perlomeno in Italia.

Il loro rimane ancora oggi un caso quasi paradossale all’interno di un ambiente discografico sempre più ingordo di nuovi contenuti, capace dapprima di spiazzare il pubblico e in seguito di conquistarlo definitivamente. A supporto di tale tesi, l’incredibile risposta riscontrata dall’annuncio della loro reunion nonostante tutti questi anni di silenzio, inaugurata con un live evento al MI AMI e, questo 31 maggio, dall’uscita del loro primo LP ufficiale, intitolato “Anima Macchina”.

Ce l’hanno confermato senza troppi fronzoli loro stessi in una chiacchierata negli scorsi giorni: da movimento puramente avanguarde quale sono, sono tornati per rendersi ancora una volta precursori di un punto di rottura e deviazione dalle stagnanti tendenze musicali odierne, oltre che da sé stessi. L’essenza “organica” che aveva caratterizzato il progetto in passato diventa ora totalmente “digitale”, lasciandosi permeare da influenze del tutto inedite: chip tune, breakcore, jungle e molto altro ancora.

Rispetto ai loro esordi, permane comunque quella componente estremamente angosciante e ansiogena, resa però ancor più espressiva dal contrasto con i beat, proposti in quest’ultimo caso su toni più “up”. Ne deriva un evidente parallelismo tra l’evoluzione sonora del gruppo e quella del mondo e delle strutture che ci circondano, entrambe tendenti ad una velocità sempre maggiore. Proprio il concetto di accelerazione assume un ruolo chiave nell’interpretazione di “Anima Macchina”: a livello prettamente sonoro è presente in praticamente tutti i brani, mentre sul piano testuale i casi più esemplari sono “Kurushi”, “Forbici” e la title-track.

L’unico momento di naturalezza e purezza che si sottrae a questa folle tendenza cybernetica è “Francesca Sott’acqua”, accuratamente posta nella tracklist immediatamente prima di “Speedrun” che, come facilmente intuibile, è il brano nel quale Vipra, Tremila e Osore spingono sull’acceleratore e sull’overproduzione al massimo delle loro capacità. Questa combo è soltanto uno dei tanti colpi di genio per cui vale assolutamente immergersi ancora una volta nel loro immaginario, senza ulteriori anticipazioni che rischiano di rovinarne l’effetto sorpresa.

Per i più affezionati, era lecito aspettarsi un cambiamento da “Anima Macchina”, ma era difficile immaginarselo così ambizioso (e ben compiuto) prima di avercelo effettivamente davanti ai nostri occhi, o meglio, nelle nostre cuffie. Insomma, alla luce di tutte queste considerazioni, non è azzardato affermare che questa resurrezione dei Sxrrxwland sia ancora meglio di come ce l’eravamo sognata in questi anni di silenzio, nella speranza di poter rimanere nuovamente sorpresi da loro in futuro.

Traccia Preferita: “Speedrun”

Tags: , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *