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Tedua – Don’t panic [RECENSIONE]

A 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, sono stati diversi i tributi all’opera più famosa della letteratura italiana. Tra scrittori, attori e presentatori che si sono cimentati ad omaggiare Dante, anche Tedua ha deciso di dare il suo contributo.
Il rapper di Genova in passato ha ironicamente giocato con il suo nome d’arte e quello del padre della lingua italiana, manifestando ulteriore ammirazione quando annunciò il titolo del suo nuovo disco chiamato proprio “La Divina Commedia”.
“Don’t Panic” è l’anticipazione del terzo album, una raccolta di sette freestyle considerati dallo stesso autore inadatti per un progetto ufficiale e di qualità troppo elevata per essere cestinati. Nelle tracce Tedua cita personaggi e luoghi incontrati nell’opera di Dante, creando parallelismi con il presente attraverso le rime e i titoli dei brani.
In “Inferno” si accosta a Caronte come traghettatore, scappa “dal limbo su una Lambo” con Virgilio, cercando di arrivare dall’inferno al Paradiso; in “Paris” incontra Cerbero, in “Gironi” spiega di aver intrapreso questo viaggio per purificarsi l’anima e all’interno di “Lo-fi Drill”, sul sample di Tokyo Ghoul, scappa dalle volanti cavalcando Pegaso.
Tedua ha dimostrato ancora una volta di sapersi distinguere dai colleghi per la propria attitudine e il modo di rappare. Rispetto al passato l’approccio al microfono è meno confusionario, lasciando però inalterato il talento nei wordplay e mantenendo il suo tipico flow serrato.

TRACCIA PREFERITA: Gironi

 

TESTI
4.2/5
MUSICA
3.7/5
ORIGINALITA'
4/5

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