
Con “SONO UN GRANDE” Tiziano Ferro firma il suo nono album in studio, il primo pubblicato con Sugar Music, e lo fa con un’opera discografica che è insieme confessione, rinascita e dichiarazione d’intenti. Il disco, nato da un periodo personale turbolento (segnato dal divorzio e da profondi cambiamenti professionali), si presenta come un lavoro che alterna introspezione e slanci pop, con una produzione moderna e curata nei minimi dettagli.
Il disco è stato concepito e scritto nell’arco di due anni, un periodo che Tiziano Ferro ha definito “terapeutico” e caratterizzato da un team completamente rinnovato: nuovi manager, nuovi collaboratori ed una direzione artistica che ha puntato su sonorità moderne ma mai eccessive; il disco si compone di undici tracce inedite più il singolo “Cuore Rotto”, e nella versione fisica include anche una traccia bonus. Ferro ha raccontato che inizialmente non pensava di pubblicare queste canzoni, nate come un flusso di coscienza, ma ha poi scelto la strada della sincerità, sentendo la responsabilità di condividere la sua verità con il pubblico.
Durante il release party a Milano (noi non c’eravamo, ma ormai siamo abituati all’assenza di inviti) l’artista si è commosso per l’affetto ricevuto, confessando quanto fosse difficile cantare brani nuovi davanti a chi non li aveva mai ascoltati, ma anche quanto si sentisse “voluto bene” in quel momento.

La title track “Sono Un Grande” apre il disco con una produzione contemporanea e stratificata, dove Ferro si confronta con la propria fragilità e forza; il brano è un mantra di autoaffermazione: un promemoria che la vulnerabilità non è debolezza, ma condizione umana.
“Fingo&Spingo” è il secondo singolo estratto, ed è un pezzo dance che gioca con la dualità, tra apparenza e verità. Il ritmo è incalzante, sì, ma non esplode mai del tutto, mantenendo una tensione emotiva che riflette il conflitto interiore dell’artista. È un brano fuori dalla comfort zone di Ferro, ma nonostante questo riesce a trovare un equilibrio interessante.
“Cuore Rotto”, singolo apripista, è forse il brano più rappresentativo del mood dell’album: Ferro canta il dolore di un amore finito con una sincerità disarmante, accompagnato da una melodia malinconica ma radiofonica. Il testo è diretto, quasi crudo, e segna, come detto, il tono emotivo dell’intero progetto.
“Milite Ignoto” si distingue per la sua attitudine R&B ed un testo ricco di immagini e parallelismi, con le liriche che riflettono sul senso di invisibilità e sacrificio e la produzione, essenziale, che valorizza la voce. “Ti Sognai” è uno dei momenti più intimi del disco, dedicata ad una madre (non propriamente la sua, come raccontato dallo stesso artista): la canzone è pacata, viscerale e tocca corde profonde, con Tiziano che si spoglia di ogni artificio per raccontare il dolore e l’amore eterno con una delicatezza che commuove. “Gioia”, dedicata alla nipote, è un brano più leggero e tenero, anche se penalizzato da un ritornello poco incisivo: resta comunque una parentesi luminosa nel disco.
“Quello Che Si Voleva” è una ballata malinconica e nostalgica, dove Ferro riflette su desideri non realizzati e sogni infranti: la scrittura è intensa e la produzione accompagna con discrezione, lasciando spazio all’emotività. “L’Amore È Re” è un brano pop con una sottile digressione funky: l’autore qui si arrende al potere dell’amore in tutte le sue forme, con un groove elegante e una struttura ben bilanciata.

“1-2-3” tenta un’incursione dance, ma l’arrangiamento del ritornello sembra cozzare con il mood generale del brano, creando un contrasto che non convince del tutto. “Le Piace” porta una ventata di leggerezza e ironia: è senza dubbio il pezzo più allegro del disco, e proprio per questo si sente la mancanza di altri brani simili che avrebbero potuto bilanciare l’album. Chiude “Meritiamo Di Più”, una ballata potente e ben prodotta, che avremmo visto di buon grado sul palco di Sanremo: il brano si inserisce infatti perfettamente nel mercato attuale, con un messaggio universale e una costruzione melodica efficace. Chiude il progetto “Tra Le Mani Un Cuore”, perla di rara bellezza presente solo nella versione fisica dell’album e già conosciuta dal grande pubblico: fu infatti portata da Massimo Ranieri proprio all’Ariston nell’ultima edizione della nota kermesse musicale, con testo a cura dello stesso Tiziano.
“SONO UN GRANDE” è un disco di ricostruzione, nato dalle cicatrici e dalla volontà di rinascere: Tiziano Ferro si mostra vulnerabile come mai prima d’ora, ma anche consapevole, e sceglie di raccontarsi con sincerità e maturità. Non è un album “Up”, ma è coerente con il vissuto recente dell’artista, che arricchisce il suo repertorio con nuove sfumature emotive e sonore lasciando però il desiderio di ritrovare, in futuro, un Tiziano più spensierato e solare. Sicuramente non è un progetto che cerca il consenso facile, ma che merita ascolto e, soprattutto, rispetto.








