info@primoascolto.it

Tra dialetto e blues, Vince Vallicelli ci racconta la genesi di “CASADEI SECONDO VINCE” [INTERVISTA]

Il magico incontro tra la tradizione romagnola e l’anima blues americana si materializza nel nuovo album del Complesso Vince e i Ruvidi, prodotto con maestria da Casadei Sonora.

Quest’opera è un affettuoso tributo al padre del folk romagnolo, Secondo Casadei, dove le canzoni prendono vita attraverso il caratteristico suono coniato dal talentuoso ed esperto batterista e cantante Vince Vallicelli: lo abbiamo intervistato, per farci raccontare qualche dettaglio aggiunto sulla genesi del progetto e su come la famiglia Casadei ha accolto questo lavoro, tanto ammirevole quanto peculiare.

Buongiorno Enzo, benvenuto su Primo Ascolto. Nei giorni scorsi è uscito “CASADEI SECONDO VINCE”, progetto che omaggia Secondo Casadei e la sua discografia ma anche un certo tipo di blues, a cui sei particolarmente legato. Quanto è stato lungo e difficile il concepimento di questo lavoro?

In realtà il concepimento del lavoro era già nato, è stato impegnativo il resto. Assemblare tutto, e coordinare il lavoro con tutta la band. Inizialmente lavoravo a casa sui brani con le mie accordature aperte, poi mandavo le idee ai ragazzi cercando una mia linea musicale che non andasse a stravolgere troppo quello che il maestro aveva composto, e mentre lo suonavo mi rendevo conto che mi piaceva.

Per l’occasione ti sei avvalso della collaborazione di diversi musicisti (da qui il nome del Complesso Vince e i Ruvidi), la cui amalgama è riuscita a rendere protagonista tanto l’artista prima citato quanto le sonorità riportate nell’album. Ritieni sia stata difficoltosa la stesura musicale dei diversi brani oppure è tutto sorto in maniera fisiologica, considerate le vostre diverse caratteristiche?

Per quanto riguarda la stesura musicale ho cercato di modificare e allungare delle parti, mantenendo però quello che era la melodia e l’armonia dei brani.

Il connubio tra dialetto e blues lo avevi già sperimentato in passato: progetti come ad esempio “La fevra” e “Vëcc burdël”, presenti sulle piattaforme streaming, hanno tracciato ulteriormente il tuo percorso e le tue peculiarità. Quando hai preso la decisione definitiva di voler mettere in atto questo omaggio?

Il connubio tra il dialetto ed il blues nacque circa vent’anni fa, quando decisi dopo anni di rassegne e festival blues di cimentarmi in brani originali cantati in dialetto forlivese. All’inizio fu dura perché i giovani amano il blues, ma meno il dialetto, poi dal vivo riscontrai un maggior interesse, probabilmente anche per le mie doti di trascinatore di palco. Contattai Riccarda Casadei, figlia di Secondo, e le proposi questo progetto. Non li rifiutò e disse che ci avrebbe pensato. Poi ci risentimmo e il progetto fu approvato.

Come è stato accolto dalla famiglia Casadei questo lavoro? Quali sono i rapporti attualmente in essere con loro?

Partimmo a marzo del 2023 e a maggio il lavoro era finito! Non vi dico l’entusiasmo generale quando ascoltammo il disco, e l’emozione poi alla presentazione all’Auditorium S. Giacomo. Sono molto contento di essere un artista di Casadei Sonora perché il rapporto è sincero e genuino, è una grande famiglia.

A proposito delle piattaforme musicali che abbiamo citato poco fa, come ti rapporti con le nuove tecnologie messe a disposizione dal mercato discografico e qual’è il tuo pensiero in merito a questo modo di fruire la musica?

Sul discorso delle piattaforme musicali non ho tanto da dire, è ovvio che i tempi sono cambiati ma a volte i cambiamenti se non sono veritieri e non hanno senso logico portano la musica in un baratro dove la risalita è assai dura.

Ultima domanda, prima di salutarci: ci sarà modo di poter apprezzare dal vivo i pezzi di “CASADEI SECONDO VINCE” nel prossimo futuro?

Mi auguro che in un prossimo futuro ci possa essere la possibilità per tutti di ascoltare “CASADEI SECONDO VINCE”, che non è altro che un ritorno profondo alle nostre radici, quelle vere.

Tags: ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *