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Tra gli altri – Vorrei tanto non dover guardare [RECENSIONE]


L’Emilia, si sa, è terra di grandi penne: Dalla, Guccini e Vasco Rossi sono solo alcuni dei cantautori più celebri di quelle zone, ma vi assicuriamo che la lista potrebbe protrarsi per tutta la lunghezza della recensione.
Da queste parti la musica ha sempre giocato un ruolo fondamentale, come traspare dal nuovo progetto solista di Tra Gli Altri (al secolo Marco Mattioli), intolato “Vorrei tanto non dover guardare” ed edito per We Work Records.

Un lavoro intimo e personale concepito durante il lockdown, lontano dai progetti che hanno caratterizzato il suo avvio di carriera come chitarrista in alcune band locali: in questa occasione Tra Gli Altri si distingue per la forte emotività che qualifica gli otto brani, accompagnati quasi totalmente dalla sola chitarra acustica e da intermezzi al piano.

Si parte con le profonde riflessioni esistenziali di “Enrosadira” e con la profonda malinconia di “Un giorno dopo l’altro”, due pezzi che fanno subito comprendere l’indirizzo generale del long play; “L’ultima volta” racconta, utilizzando similitudini ed analogie, la sensazione d’ineguatezza provata dall’autore, nonostante la convinzione di aver fatto del proprio meglio. L’attesa trepidante e logorante di “Tornare a casa” è l’emblema della nostalgia, mentre con “Immaginiamo” Marco dà sfogo ad una fantasiosa serie di situazioni.

“Un pugno di parole” si rivela più leggera rispetto al mood complessivo dell’album, focalizzandosi sul peso specifico dei nostri pensieri; “Villanoia” è invece il nome della macro area che racchiude tutti gli errori ed i dispiaceri di Tra Gli Altri, tenuti a debita distanza per non danneggiare il presente. Chiude il progetto “Casa dentro casa”, un pezzo musicalmente più dinamico che ci racconta l’impotenza nell’assistere allo sfiorire di una storia.

In “Vorrei tanto non dover guardare” si percepisce, veemente, l’impatto della pandemia sull’ emotività di Tra Gli Altri: l’artista si raffronta alla vita con una cifra stilistica molto ponderata, tra riflessioni ed intuizioni che si assimilano dopo svariati ascolti. Un progetto coraggioso dove Marco veste i panni del libero pensatore, riuscendo a convincere (e commuovere) il fruitore finale parlando semplicemente di sé stessi e di quanto sia difficile rapportarsi con una nuova realtà.

 

TRACCIA PREFERITA: Tornare a casa 

TESTI
3.7/5
MUSICA
3.2/5
ORIGINALITA'
3.2/5

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