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Tundra – Nuvole rosa, ragni e guai [RECENSIONE]

A poco meno di due anni dall’ omonimo EP di debutto vede la luce “Nuvole rosa, ragni e guai”, il primo, vero album dei Tundra, prodotto da Luca Matteucci e registrato al Redroom Recording Studio.
La giovane band pisana ci regala un progetto di dieci tracce il cui punto forte sono indubbiamente i testi, sentiti, pensati e ragionati con talento e padronanza della lingua: un mosaico di situazioni ed emozioni evocative, di paesaggi interiori in cui ognuno può facilmente immedesimarsi per merito di liriche ermetiche ma al contempo orecchiabili ed originali, evocate da immagini che nascono tutti sotto il cielo della Toscana (‘non so nemmeno cosa sia il cosmo, ma ci sto’, n.d.r. “Sonica”).
Le sonorità di “Nuvole rosa, ragni e guai” strizzano l’ occhio ad un brit rock che ci ricorda un pò gli Strokes, rendendo i Tundra universalmente adatti a far da colonna sonora alla vita di ogni ragazzo (‘però un po d’ uva con te l’ avrei cotta volentieri’, divertente citazione da “La volpe e Flavia”);
ricordano anche, mi sia passata la riflessione, un “vecchio” Cesare Cremonini, con ponderazioni sulla loro età che contengono nei brani spunti e domande per tutti (‘dove va l’ amore quando non ne faccio più uso?’, n.d.r. “Nuvole rosa, ragni e guai” ).
Decisamente un buon progetto, senz’ombra di dubbio: una piacevole scoperta, che mette in mostra la vena espressiva di un gruppo che sembra consapevole della propria identità.

TRACCIA PREFERITA: Tremo

TESTI
3.5/5
MUSICA
3.7/5
ORIGINALITA'
3.2/5

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