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Tutti Fenomeni – Privilegio raro [RECENSIONE]

Uno dei talenti più interessanti e geniali usciti sul mercato discografico musicale degli ultimi anni, che fa dell’imprevedibilità, dell’irriverenza e, soprattutto, della sua incredibile ricercatezza culturale i suoi punti di forza. Per chi ancora non lo conoscesse, stiamo parlando di Tutti Fenomeni, all’anagrafe Giorgio Quarzo Guarascio, giovane cantautore italiano che ha rilasciato lo scorso 6 maggio il suo secondo album “Privilegio Raro”.

Se già con “Merce Funebre”, il suo acclamato album d’esordio, era stato in grado di stupirci, con questo nuovo progetto Tutti Fenomeni è riuscito ad alzare nuovamente l’asticella.
“Privilegio raro” si compone infatti di 13 tracce, tutte attingenti da sonorità e generi musicali differenti, riarrangiate in melodia da Niccolò Contessa, già produttore del precedente disco di Tutti Fenomeni, con cui hanno ormai dato vita ad un sodalizio artistico che funziona alla perfezione, sempre in grado di tirare fuori qualcosa di assolutamente inedito per il nostro paese.
Per quanto concerne i testi, che ad un disattento ascolto potrebbero risultare semplicemente insensati o di pessimo gusto, sono invece stracolmi di riferimenti che vanno dal sublime al più “popolare” con una facilità e destrezza disarmante: filosofia antica e moderna, Terenzio, D’Annunzio, De André, Battiato, “The Girl from Ipanema”, cinema, arte, letteratura, vangelo… e tanto altro ancora.
Senza peli sulla lingua su argomenti controversi di ogni tipo – eredità evidente della precedente esperienza trap, reinventata qui in chiave cantautorale – Tutti Fenomeni affronta con sarcasmo i valori socialmente accettati, senza risparmiarne gli idolatrati portavoce, come ad esempio avviene in “Cantanti”, ma anche come denuncia sociale in “Vitaccia”.

Nel complesso, “Privilegio Raro” risulta rispetto al suo predecessore un progetto meno “mainstream”, caratterizzato da toni ancora più cupi e aggressivi che gli han permesso di esprimere più liberamente la propria originale identità artistica ma senza però mai rinunciare alla musicalità e all’orecchiabilità.

Traccia preferita: “Il grande Modugno”

TESTI
4/5
MUSICA
3.7/5
ORIGINALITA'
4.2/5

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