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Uscire dalla zona di comfort, per scongiurare le insicurezze: Hot Ice ci presenta il nuovo singolo “A Mio Agio” [INTERVISTA]

Etichettare Hot Ice come semplice rapper è errato: nel corso degli anni l’artista si è proposto come autore, consulente musicale, vocalist, organizzatore di eventi e speaker radiofonico, pur mantenendosi membro del collettivo hip hop “Brain Smokerz”.

Anche a livello musicale, negli ultimi anni ha voluto sperimentare sulla propria pelle l’utilizzo di stili e sonorità che esulano dal suo background. L’esempio forse più lampante è il nuovo singolo “A Mio Agio“, in collaborazione con Alessia Toffoli ed il producer Mala Tempora: abbiamo così colto l’occasione per intervistare lo stesso Hot Ice, così da comprendere la genesi del pezzo e il suo parere sullo stato di salute della musica attuale.

Ciao Giacomo, bentornato su Primo Ascolto.
Molti dei problemi che affrontiamo nella vita sono legati alla paura del disagio e al desiderio di liberarsene il prima possibile. Nel tuo nuovo singolo, uscito venerdì 24 maggio, affronti la questione a viso aperto e con ironia: l’obbiettivo iniziale, durante il concepimento del brano, era proprio questo?

Assolutamente sì. Io stesso sono un “disagiato” in tanti aspetti della vita, a cominciare dall’ansia e dalle insicurezze, dunque in qualche modo sentivo il bisogno di esorcizzare tutto ciò. Anche con il balletto che si vede nel video, perché no. Inoltre, il “motto” del brano (“A mio agio nel disagio”) è gentilmente preso in prestito dal gruppo di amiche della mia compagna, le “Fragoline di Bosco”, che di fatto mi hanno ispirato il brano.

Con questo brano hai deciso di uscire molto dalla zona di comfort, soprattutto per quanto riguarda le sonorità utilizzate: ti sei trovato a tuo agio in questa sorta di sperimentazione?

In realtà tutto sommato sì, perché mi sono ritrovato molto in sintonia con il producer Mala Tempora, seppur provenendo da generi diversi. Avevamo già avuto modo di collaborare insieme in live, e successivamente ho sentito la voglia di creare qualcosa che unisse i nostri mondi e unisse il mio modo di esprimermi attraverso il rap con la musica elettronica. Solitamente, lui fa produzioni molto più spinte, ma per questo progetto abbiamo cercato un compromesso adatto. E poi, in generale, a me piace molto variare e sperimentare, anche per dare diverse vibes in ottica live.

L’idea della collaborazione con Alessia Toffoli, invece, da dove nasce?

Questa idea nasce in un secondo momento, ovvero quando inizio a pensare che sarebbe stato figo avere una voce femminile nel ritornello, anziché lasciarlo puramente strumentale. Conoscevo Alessia già da un po’, e stimandola artisticamente (stiamo lavorando anche ad altri progetti piuttosto diversi) ho pensato di coinvolgerla. All’inizio il suo intervento doveva limitarsi a questo, ma poi ha cacciato una parte in quello che era il finale del brano, e mi sono detto: “Cavolo, questa parte svolta il pezzo!”. In studio a Milano, poi, abbiamo pensato di spostare quella parte in mezzo al brano, invece che alla fine, così da dargli una bella botta esattamente in quel punto. E sono molto soddisfatto del risultato.

Oltre alle ritmiche EDM abbiamo percepito anche un leggero approccio funk, con il quale ti sei trovato a che fare anche recentemente nel singolo intitolato, appunto, “Parole Funk”, uscito lo scorso anno. Se invece andiamo più indietro nel tempo, ci torna alla memoria “Madre Terra”, il tuo pezzo piu celebre, caratterizzato da un sound quasi reggaeton. Pensi che questa poliedricità musicale possa portare benefici al tuo percorso artistico?

Benefici non lo so, però è il modo in cui mi piace esprimermi. La mia dimensione musicale preferita è quella del live, e io nei live voglio far sentire cose diverse, non riuscirei a fare sempre la stessa cosa, sempre gli stessi BPM, sempre gli stessi sound. Io cerco sempre di mantenere la mia identità artistica, ma trasponendola in prodotti diversi.

Torniamo al rap: come giudichi attualmente lo stato di salute dell’hip-hop nostrano?

Devo dire che ultimamente sto cercando di aprirmi un po’ di più alle nuove proposte musicali hip hop. Io sono un grande amante del boom bap, ma sto cercando di non precludermi altri tipi di sonorità. Detto questo, purtroppo vedo ancora spesso carenza di contenuti in molte nuove proposte che bene o male stanno nel mainstream, o che comunque sono ascoltate da ragazzini. Ma d’altra parte penso che questo sia il segno della società che cambia, delle generazioni che cambiano, dunque penso sia fisiologico. E magari sono io che ancora non capisco certe tematiche e certi linguaggi. Alla fine, chi vuole ascoltare boom bap lo può benissimo trovare ancora, perché ci sono ancora tanti artisti che lo propongono. La cosa che mi preoccupa di più è quando viene spacciato per rap qualcosa che rap non è. Io non sono per etichettare obbligatoriamente i generi, però ci vuole anche un po’ di rispetto e chiarezza.

Nel 2011 Marracash diceva, in “Le Leggende Non Muoiono Mai”, <<non capisco questi
rapper col nemico immaginario>>. La tua barra nelle fasi conclusive del singolo possiamo considerarla una risposta a quell’affermazione oppure è assolutamente non riconducibile?

Il collegamento c’è eccome. Devo aver ripreso questo concetto anche in altri brani, se non sbaglio. Il punto è che il rap è un genere molto autocelebrativo, e anche per via dei dissing e dei freestyle spesso nei testi si tende a sfottere o insultare un presunto avversario, il nemico immaginario appunto, che però non sempre si capisce chi dovrebbe essere. E quindi nel finale del brano ironizzo appunto su questo fatto, dicendo: “Ho rotto il cazzo col nemico immaginario, ma se non vedo nessuno da sfidare è chiaro che il nemico me lo devo immaginare”. Insomma, autocelebrazione ma un po’ più sottile.

Ultima domanda, prima di salutarci: cosa dobbiamo aspettarci i prossimi mesi da Hot Ice? Riuscirai a portare dal vivo i tuoi pezzi durante l’estate 2024?

Sì, sto svolgendo alcuni concorsi a livello nazionale, e poi ho alcuni live showcase o ospitate. Successivamente, in autunno procederò almeno a chiudere una collaborazione con un nome di spicco della scena rap nazionale (no spoiler), e poi mi tufferò nello studio e nelle prove di uno spettacolo teatral-musicale su cui sto lavorando con il cantautore Gilberto Ongaro, e che debutterà nella primavera del 2025. Poi, potrebbero uscire anche altri brani, ma vedremo!

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