
Valerio Paini, in arte Vale Pain, è tornato in scena con il suo nuovo album “PAIN 2”, seguito del precedente progetto omonimo uscito nel 2022; questo nuovo disco è composto da quattordici brani in tutto, in cui il rapper italo-peruviano è anche accompagnato in alcune collaborazioni di rilievo, come Tony Boy in “CHANEL” o Neima Ezza in “SPECIALE”.
Cosa possiamo dire di questo nuovo album dell’artista che ha scalato le classifiche insieme ai ragazzi di SEVEN 7oo e ha raggiunto la fama presso il grande pubblico in pieno periodo Covid?

Nei quattordici brani non c’è esattamente qualcosa che non funziona nella sua totalità, perché le produzioni hanno un buon livello qualitativo e lo stile misto al flow sono in linea con quello che ha sempre offerto al suo pubblico e ai suoi fan, passando dalla trap più pura alle riflessioni personali, anche se non esattamente leopardiane; un ragazzino appassionato dell’immaginario che Vale Pain ha costruito intorno a sé potrà trovare del buono nel romanticismo (abbastanza spicciolo) di “SPECIALE” o le ponderazioni intime di “SOLO”. Dunque cosa c’è che non va?
Inutile girarci intorno: “PAIN 2” è un album, a tratti, banale. Non ha qualcosa di esattamente sbagliato, ma non c’è molto che spicchi per qualità reale ed originale, e questo porta lo stesso fruitore finale ad un ascolto superficiale e poco approfondito. Il già citato romanticismo proposto va in target con una sensibilità emotiva acerba: colpa dell’età? Non proprio, perché Valerio va per i 23 e ci sono molti coetanei (o anche più giovani) che hanno dimostrato di saper partorire progetti musicali decisamente più impegnati. Non che sia sbagliato apprezzare i brani di “PAIN 2”, assolutamente, ma ciò che personalmente rimane, dopo un ascolto più approfondito, è una sensazione di “vuoto”, che fa venire voglia di chiedersi: è davvero tutto qua quello che un artista con la risonanza mediatica di Vale Pain può offrire al pubblico?

Anche perché, dati alla mano, non può essere più definito un semplice emergente: conta quasi un milione di ascoltatori mensili su Spotify ed è presente sulla scena da ormai qualche anno, dunque non sarebbe male poter apprezzare qualche suo progetto ben più impegnato.
“PAIN 2” è un’occasione sprecata? Forse. Penso sia un prodotto concettualmente “easy listening”, che troverà mercato tra i più giovani sfruttando la spensieratezza del periodo estivo a cui stiamo andando incontro. Ovviamente, ci si augura che nei prossimi lavori Vale Pain possa riuscire a mostrare un lato di sé inedito, originale e, potenzialmente, molto più interessante.
Traccia preferita: “ADOLESCENZA”








