- per Antonio Contu'
- in Recensioni
- on 19/02/2025
Dopo averlo apprezzato alla 75esima edizione del Festival di Sanremo con la sua “Grazie, ma no grazie”, Willie Peyote torna a far parlare di sé completando l’album “Sulla riva del fiume”, aggiungendo, oltre al brano sopracitato, altri quattro nuovi brani inediti e due brani che abbiamo già imparato a memoria.
Il già conosciuto “Chissà” con la collaborazione di Ditonellapiaga è un susseguirsi di domande verso la persona che era con noi, e che ora non c’è più, riflettendo che qualsiasi cosa ci ricorda proprio lei, e chissà se quella battuta avrebbe fatto ridere anche lei, o se questo film, guardato insieme, avrebbe avuto un finale diverso. Quando ci si lascia, spesso ci si ritrova a guardare vecchie foto e fare sovrappensiero delle scelte come se si fosse ancora in due, come comprare il gusto di gelato preferito dell’altro, solo per ritrovarsi a mangiarlo da soli. Chissà se l’altra persona ci pensa mai, chissà se lo fa nel nostro stesso momento, non avremo mai queste risposte, ma continueremo a chiedercelo per tanto tempo ancora.

“Cowboy” ci ricorda che la storia siamo noi, e che non impariamo niente dal nostro passato, quando si tratta di scegliere da che parte stare, in troppi si lanciano ancora tra le squadre dei cattivi, lasciando indietro gli eroi che, ormai, non sembrano neanche più esistere: non possiamo aspettare che ci salvino loro, dobbiamo agire e salvarci da soli. Non ci resta che piangere “L’ultima lacrima” e ricominciare a ballare, cercando di superare tutte le notti insonni, mentre la nostra testa continua a girare e girare, facendoci cadere dal nostro piedistallo. Tra il dire e il fare c’è un viaggio lunghissimo, ma dobbiamo intraprenderlo per riuscire a capire cosa è falso e cosa è vero in questa vita.
“Polvere” parla del risveglio dei sentimenti, dello scuotersi del cuore dopo così tanto tempo, che deve scrollarsi di dosso due dita di polvere per ricominciare a battere davvero. Siamo così contenti di provare qualcosa di nuovo quando pensavamo che non ci sarebbe più successo, ma allo stesso tempo, ecco che l’euforia del nuovo incontro passa dopo solo una settimana: ci siamo già annoiati e abbiamo già rivolto la nostra attenzione altrove. Rimaniamo storditi da tutto questo cinismo, dal silenzio sordo che c’è dentro di noi e veniamo uccisi dentro da tutto questo ghiaccio che continua a riempirci. Ma non vogliamo fare di nuovo lo stesso errore: sorpassiamo il nostro istinto che ci grida di scappare e invece andiamo incontro a questa chance, perchè la vita è fatta di occasioni e di scelte, e siamo noi che le guidiamo, a volte andando anche contro il nostro istinto.

Il quarto ed ultimo brano inedito del disco è “La legge di Murphy”: se le cose devono andare male, sicuramente andranno ancora peggio, e vista la realtà dei fatti in cui viviamo, l’ottimismo è davvero difficile da coltivare, e allora non possiamo fare altro che accogliere il buio, vestendoci di nero. Chiude l’album “Mai dire mai (La locura)” brano portato all’edizione di Sanremo del 2021, giusta per chiudere il cerchio dell’album aperto da “Grazie, ma no grazie”.
La seconda parte di “Sulla riva del fiume” è meno politica e più incentrata sull’introspezione di un Willie Peyote, che per una volta trascende l’ipercriticismo ed il cinismo totale, facendoci vedere che è un po’ umano anche lui, con il suo sarcasmo e la sua ironia.
Brano preferito: “Polvere”








