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Willie Peyote – Sulla riva del fiume | Recensione | Primo Ascolto

Con il nuovo EP di Willie Peyote, intitolato “Sulla riva del fiume“, siamo dentro la penna affilata di uno degli artisti più schietti della scena rap italiana che, come sempre, cerca in tutti i modi di spiegarci la vita e di guardare con occhio iper critico tutto ciò che sta accadendo attorno a noi.

 

“Cosa te ne fai” apre la serie composta di sei brani che ci introduce ad un futuro disco: un brano dedicato alla sua città e a sé stesso, a quanto la sua Torino gli abbia dato, ma a volte il tempo scorre così veloce che ci sembra sia passata un’eternità e invece è solamente finito un altro giorno, e ci ritroviamo “Sulla riva del fiume”. 

Più cresciamo più ci rendiamo conto che riusciamo ad affrontare quelle situazioni che ci sembravano insormontabili, ma Willie di nuovo decide di denunciare la nostra società, citando influencer e programmi di intrattenimento in cui sembra che per avere successo basti fare due balletti sui social, ma l’apparenza non è mai la realtà: il vero problema è che nessuno vuole prendersi la responsabilità delle proprie azioni e ci stupiamo di come anche quelle persone che idolatriamo ogni giorno siano proprio questo, esseri umani come noi, alle quali, per loro scelta, non è concesso sbagliare.

 

“Giorgia nel paese che si meraviglia” è di nuovo una denuncia sulla nostra situazione politica e su un preoccupante e crescente filofascismo che sta nuovamente prendendo piede sul territorio italiano, a riprova che non riusciamo proprio ad imparare dai nostri errori, neanche da quelli più grandi e terribili.

 Passiamo alla parte sentimentale dell’EP con “Buon auspicio” e “Piani”, perché anche il più burbero degli uomini alla fine deve cedere ai sentimenti, e i cori che lo aiutano nella sua dichiarazione sono un piacevole piccolo cambiamento al lavoro solitamente egocentrico dell’artista. Chiude il ciclo dei sei brani “Narciso”, in cui Willie si colpevolizza e ci colpevolizza un po’ tutti, perché spesso non riusciamo ad aprirci o ad ascoltare: ritorniamo sempre a specchiarci nella nostra pozza d’acqua e non ci piacciamo, ma non facciamo mai nulla per cambiare veramente.

 

“Sulla riva del fiume” è la copia carbone del Willie Peyote che conosciamo già, senza particolari sperimentazioni o passi avanti rispetto al suo ultimo album. Sicuramente apprezzabile per i fan storici dell’artista, ma sempre con la sensazione che forse, la critica estrema porta ad una conseguenza opposta rispetto a quella che si vuole raggiungere: divide, al posto di unire.

 

Traccia preferita: “Cosa te ne fai”

 

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