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Zyp – Zyp [RECENSIONE]

Cresciuti a Barriera di Milano, quartiere torinese, gli zYp sono Vitto (voce/chitarra), Gabri (chitarra/voce), Lory (basso) e Fede (batteria). La loro storia ha inizio quasi 10 anni fa, nel 2012, quando si conobbero alla tenera età di 17 anni: da allora gli zYp sono costantemente migliorati, grazie ad un sound che è un mix accattivante di sonorità ben miscelate tra di loro, che variano grazie ad una buona conoscenza del rock, del blues, della psichedelia e dello stoner.
Il primo brano, “Comincia”, ricorda i Muse ed ha un testo perfettamente calzante alla musica (dettaglio non scontato): parla delle incertezze che fanno paura, ma che fanno anche scaturire il desiderio.
Rettile”, opera successiva, riesce a farti desiderare il live come non mai grazie alle chitarre graffianti, i synth perfetti, la batteria veloce e l’ influenza punk rock, che risvegliano il forte desiderio di ballare: quasi un utopia, visto il particolare momento storico.
Si prosegue con “Desertica”, che conquista l’ascoltatore fin dai primi accordi di chitarra: piacevole, avvolgente, sonorità rock ma sorprendentemente mixate con poesia e blues che rimandano per qualche istante ai Verdena di “Valvonauta” , o agli Smashing Pumpkins di “Mellon Collie”.
Spicca tra gli altri brani “Sole fermo”, caratterizzato da uno speranzoso messaggio di fondo: si ha infatti a che fare con il flusso di coscienza dell autore, con le sonorità che cambiano dal melodico al ritmato, dal rock alla psichedelia, con un beat che sa bene dove arrivare e dove colpire; convince anche il video che accompagna il brano, e che ci svela l’essenza della band e la loro amicizia.
Polvere” è la ballad del disco, mentre “Sintomi”, nata due anni prima della pandemia, si rivela una previsione purtroppo azzeccata.
Devo ammetterlo, gli zYp sono davvero una bella scoperta: convincono e sono sicura non deluderanno anche i più scettici al genere.

TRACCIA PREFERITA: Desertica

TESTI
3.5/5
MUSICA
3.8/5
ORIGINALITA'
3.8/5

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